Giornata Internazionale della Scuola posted: 24/1/2022 at 14:21:05
ricorre il 24 gennaio 2022, con tema “Cambiare rotta, trasformare l'istruzione", per sostenere il diritto all’istruzione in tutti i Paesi al fine di costruire un futuro più sostenibile, inclusivo e pacifico.
Viene proclamata per la prima volta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 24 gennaio 2018.
Il liceo è supermoderno, vetro trasparente e fine metallo per tanti piani a forma di vela, come il famoso grattacielo del Burj al Arab, simbolo della città di Dubai. Solo che si trova in una cittadina costiera del Golfo di Napoli, con alle spalle il Vesuvio. All’ufficio di cento metri quadri si accede attraverso un labirinto di scatole cinesi che rendono invisibile il potere. Il preside siede alla scrivania sovradimensionata dentro un elegante abito scuro con camicia chiara e cravatta blu a pallini opachi. La corrucciata segretaria annuncia la professoressa, che avanza in jeans e tshirt, capello biondo su tacchi a spillo.
“Chi è lei?”.
“Sono la professoressa! Quella di Barbiana! Ho ricevuto un plico: Lettera a una professoressa!”.
“Ma io non ho spedito nulla!”.
“L’hanno scritta studentesse e studenti!”.
“Ma loro sono la truppa! Io sono il dirigente, quello che comanda, che sa di sapere!”.
“Nel testo ragazze e ragazzi raccontano di una docente di francese che insegna alle medie facendo divertire alunne ed alunni, che parlano in francese attraverso il Gioco dei Pacchi della tv, perfettamente imitato con scatoli delle regioni d’oltralpe e relativi premi; oppure mangiando i prodotti tipici della tradizione francese, dal pane ai dolci, preparati dalla docente; costruendo alberi di Natale a forma di Tour Eiffel o addobbati con corone variopinte tipiche della Festa dei Tre Re, magi, con la tipica pasta sfoglia della Galletta dei Re”.
“Non mi dica! La moglie di quel giudice folle che, avendo un fanciullo asmatico, ha trasformato il salone in campetto di calcio, con tanto di porte, per far giocare al riparo il figliolo e gli amichetti! Al nono piano!”.
“Sì, sì, il magistrato sto scrivendo un libro dal titolo La Scuola come Svago!”.
“È un esaltato!”.
Entra un giovane furente, che polemizza come un temporale dialettale…
“Vede che succede? Qui abbiamo gente a rischio, se non addirittura deviata!” e si allontana.
La professoressa di Barbiana si avvicina cheta al vulcano:
“Cosa succede?”.
“Come si fa a giocare a scuola? A scuola si studia! – sbotta Gennaro.
“Hai sentito?”.
“Quella di italiano mi ha cacciato fuori ingiustamente. Io stavo solo raccontando che mia mamma è asciuta pazza; mi ha portato lo zaino firmato. Invikta! E lei mi sfotte: Genna’, ma qua Invicta è scritto con kappa! Stu zaino viene da Forcella!”.
“Ma a te interessa avere uno zaino firmato?” chiede la professoressa.
“Ma figurati cosa me ne frega. Con tutti i pensieri che ho! - Poi riprende serio - “Se devo essere sincero, mi farebbe piacere, ma non so nemmeno io se perché mi piace o perché ce l’hanno tutti. Dobbiamo essere noi stessi! Dobbiamo essere noi stessi! E se poi non tengo i soldi? E’ facile predicare! L’insegnante! Ma che vuoi insegnare a uno che ha lo zaino firmato falso? Bisogna sempre dire la verità! Sempre! Poi tua madre ti regala lo zaino clonato e lo storico ostenta sul braccio un Rolex d’oro, che gli ho procurato io per 10 euro! E’ tutto un trucco. Io ho bisogno di gente che mi trasmetta qualcosa con il suo modo di comportarsi, non con le parole. La scuola non deve solo informare, ma anche formare. Altro che formazione! L’artista può insegnare una formazione diversa da quella del Napoli. Maradona non si discute si ama! Solo questo sa dire. E mo’ non teniamo più nemmeno lui, che almeno la domenica ci faceva sentire meno poverielli”.
“Che ci siano insegnanti non all’altezza è sotto gli occhi di tutti, ma la gran parte si impegna, alcune/i spiegano anche l’autoironia!”.
“No. E non accennano al metodo di studio, al senso critico, al potere di sintesi, alla capacità di decidere, alla differenza fra idee e ideali… Ti siedi a terra con me per crescere insieme! Senza scettri della conoscenza e dell’esperienza, senza pretendere di avere tu quello che non ho io, di dare per scontato che io posso imparare da te e non tu da me, che tu parli e io ascolto, che…“.
“Hai ragione, i destinatari della scuola sono studentesse e studenti, con il loro diritto allo studio. La loro maturazione a volte è carente. Bisognerebbe insegnare ad insegnare. Non basta padroneggiare la propria materia. Un mio amico è un grande matematico e, per sua ammissione, è un pessimo insegnante di matematica. Insegnare significa accompagnare allieve ed allievi alla consapevolezza fisica e spirituale, non semplicemente costringerli ad apprendere la geografia. L'insegnante dovrebbe approfondire la psicologia, la sociologia, la comunicazione, l’informatica... Quanti docenti, non per loro colpa, non hanno mai frequentato corsi di pedagogia? È la scienza base per salire su una cattedra e saperne anche scendere per guadagnarsi la fiducia di studentesse e studenti, concedendo loro la propria!”.
“Ed imparare ad imparare!”.
“Cultura è capire che la nostra verità può non essere la verità, rispettare l’opinione altrui. L’apertura mentale è la madre di tutti i valori”.
“Educare ad educare!”.
“La felicità come obiettivo della vita, inseguire l’essere non il dover essere, l’autenticità, altrimenti indossiamo gli abiti che gli altri ci mettono addosso. Non saremo mai perfetti!”.
“La scuola come piazza della cittadina, del quartiere, con la sala giochi, il Luna Park, la cineteca, la biblioteca, il giardino della lettura, il teatro, l’area sport… ove tutte tutti possono accedere per insegnare e imparare reciprocamente, con genitori ed insegnanti come compagni di un gioco permanente di crescita vicendevole!”.
“Io però sono solo un’umile professoressa, alla quale è stata indirizzata una lettera a cui cerca di rispondere con tanti dubbi ed un’unica certezza: sapere di non sapere”.
michi del gaudio


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