Vangelo e Costituzione 1ª Puntataposted: 4/11/2014 at 12:07:14
Tullio Pironti Editore, 2014

Cari amici, sempre grazie per l’appoggio alle mie iniziative. Finalmente riesco a partire con la pubblicazione a puntate di “Vangelo e Costituzione”. Ecco la prima. Se siete interessati alle successive, datemi un cenno di assenso. Se lo ritenete, potete diffonderle attraverso le vostre liste mail, le pagine Face Book, i siti, i blog, i giornali web e cartacei, le tv… che gestite. Se volete presentare il volumetto, informatemi e concorderemo una data. Grazie, grazie, grazie, michi

«Quando mi chiedono se credo in Dio, rispondo che credo nel Vangelo e nella Costituzione, due testi straordinari sempre dalla parte dei deboli e non dei forti, degli oppressi e non degli oppressori, degli occupati e non degli occupanti…».

Se Gesù tornasse oggi, cosa direbbe, cosa farebbe? Predicherebbe il Vangelo e la Costituzione! È la tesi di un racconto, immaginato ma realistico. Il Messia rinasce e cresce nei quartieri più disagiati di Napoli, fa l’operaio metalmeccanico in Emilia, lotta per la giustizia economica e sociale, caccia i mercanti dal tempio della finanza, s’impegna per la pace. Nel suo cammino, permeato dall’incontro con gli apostoli contemporanei, affianca al Vangelo la Costituzione e ripropone il suo progetto originario: umano, terreno, laico non ecclesiale: il suo fine è la trasformazione del mondo reale in “regno dei cieli”, cioè in un villaggio globale in cui siano effettive l’uguaglianza, la libertà, la giustizia, la solidarietà… Attraverso la cronaca e il dialogo viene affrontato in maniera appassionata e coinvolgente il ruolo di donne e uomini, stati, borsa, banche, imprese, cittadini, lavoratori… e religioni, in gran parte attraversate da scandali e centri di potere, proprio come duemila anni fa. Il messaggio è l’equilibrio materiale e spirituale del genere umano attraverso un amore attivo che faccia dell’azione individuale e comunitaria lo strumento essenziale per l’attuazione dei “diritti inviolabili” delle persone.

A tutte le persone che soffrono a causa della mancata attuazione del Vangelo e della Costituzione e si impegnano per realizzarli

Ringrazio il professor Lorenzo Tommaselli, che ha stimolato questo volumetto attraverso dialoghi profondi e stringenti, e mio figlio Luca, che, ad appena sedici anni, mi ha offerto consigli preziosi ed efficaci.

I magi
La luce cominciava a filtrare, ma la caligine opaca resisteva. Poche ombre avanzavano senza domani.
Anna, vent’anni, rompeva il silenzio con passo svelto e la testa piena di Mario, della sera prima, di risate che disegnavano futuro. Era lei il raggio di sole spezzato.
Dumitru aveva bevuto tutta la notte, con Alexandra nel cuore e nella pancia. Non aveva mai fatto l’amore con lei, ma in Romania l’aveva desiderata, e la desiderava ancora di più adesso che era solo, al di qua delle Alpi.
La nebbia si alzava, doveva agire in fretta. Seguiva Anna da un paio di minuti. Niente cespugli o un’auto sull’asfalto intriso di sogni martoriati ove nascondere il furto di un’anima. L’assalì di fianco dopo uno scatto mal riuscito. Neanche lui comprese bene, mentre Anna urlava senza voce e le ombre allargavano la via.
Enzo da bambino voleva fare il soldato, da grande si innamorò di un collega di lavoro. Non aveva mai avuto atteggiamenti o movenze dubbie, non aveva mai osservato altri teenager, eppure… ora si smarriva nell’ammirarlo, il vicolo gli si apriva in strada, autostrada, aeroporto, cielo… non si era mai sentito così leggero.

… alcuni Magi vennero da oriente… la stella… li
precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo
dove si trovava il bambino (Matteo, 2:1 e 9).

Betlemme
In quel basso di via Forcella non era mai entrato il giorno. Lo avevano riempito di buio e miseria almeno da cent’anni. Ma da qualche mese le mura ingrassate di sporcizia accoglievano gemiti d’amore.
Peppe, napoletano verace, faceva l’idraulico; Mbaye, arrivata dal Senegal nell’infanzia, puliva case già pulite. Riuscirono ad affittare il tugurio con l’aiuto del Signore. Ci credevano al Signore, erano bravi giovani che si mantenevano a galla nella melma della criminalità, che inondava anche i piani superiori.
Donna Carmela, la sibilla del quartiere, aveva vaticinato per la notte.
Sul treno Milano-Napoli, Dumitru aveva occupato un intero scompartimento con i suoi incubi acuminati ed ingombranti. Nel vagone successivo Anna si copriva il ventre pudico e singhiozzava nel vuoto. Usciti dalla stazione, cercarono la casa l’uno all’insaputa dell’altra.
Davanti al basso di Forcella si ritrovarono Anna, Dumitru ed Enzo.
Gesù Esposito nacque a mezzanotte in punto, secondo la predizione. Nero di pelle, arcobaleno di cuore. All’esterno studenti ed operai tesero le mani alla speranza, mentre un poliziotto dormiva, un magistrato si lavava le mani, un salotto buono parlava di soldi.
Anna non riconobbe Dumitru. Dopo nove mesi ebbe Franco.
Dumitru non seppe mai di avere un figlio.
Enzo diventò sacerdote.

… ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò
Gesù… a Betlemme… (Matteo, 1:25-22:1).



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